Tag


Nei suoi brani, intrisi di ironia, ma anche malinconia, l’anima autentica della Sicilia tra passato e presente

Dopo una lunga malattia, si è spento oggi pomeriggio, a Palermo, Massimo Melodia, cantautore e conduttore televisivo e radiofonico, attivo sulle scene siciliane dai primi anni settanta e protagonista di un sodalizio artistico di successo, insieme al cabarettista e comico Gianni Nanfa sin dal 1978. Anche quest’anno infatti, sue erano le musiche e le scenografie dello spettacolo di cabaret più longevo della Sicilia.

Ha firmato numerose sigle televisive e radiofoniche, anche per la Rai, colonne sonore per il cinema e musiche per il teatro.

Tra i suoi brani più celebri, si ricordano “’A Vucciria”, “L’Isola”, “Buela”, componimenti ricchi di una forte carica ironica, ma velati anche di una sottile, tratteggiata malinconia, rappresentando al meglio quella mediterraneità della Sicilia contemporanea in bilico tra nostalgia del bel passato e disagio di un presente, insidiato da mille difficoltà.

Così descriveva nel 1986, dalle colonne de L’Ora di Palermo, Gigi Razete, la sua musica: «Massimo Melodia sta alla Sicilia con lo stesso amore e con la stessa comprensibilità e attualità con cui Paolo Conte sta alla provincia astigiana e Fabrizio De Andrè alla Liguria di “Creuza De Ma”».

Una «poesia semplice eppure sottile di un artista sensibile» che, sperimentando vari generi e diversi contesti, ha saputo raggiungere una maturità artistica ed una cifra stilistica alta.

Ha battuto i sentieri di una sperimentazione originalissima alla ricerca della “Melodia Mediterranea”, ricercata attraverso la fusione di materiali sonori i più disparati, come il jazz, il rock e il blues, la musica new age, sinfonica e partenopea, giungendo ad un sound etnico prima di tanti altri.

Gianfranco Scavuzzo, 21 Marzo 2012

Annunci